L’energia? Meglio autoprodursela in casa

Si parla di eolico, solare e fonti rinnovabili con impatto positivo su ambiente e conto in banca, ma forse si trascura troppo spesso che l’autoproduzione potrebbe essere il metodo migliore? Scopriamo insieme il mondo dell’energia decentralizzata, attuabile più che mai.

Sarebbe il sogno di tutti essere indipendenti dal punto di vista energetico ed inquinare meno il pianeta, ma su questi temi è scarsa l’informazione e le opinioni di più fronti creano un disorientamento generale.

Nonostante alcuni puntino sulla creazione di maxi impianti per la produzione di energia ci sono alcune persone, e nella fattispecie alcune aziende, che credono nella decentralizzazione della produzione energetica: ovvero dovrebbero essere le singole abitazioni o gruppi ristretti di singole abitazioni ad autoprodursi energia, magari utilizzando quella proveniente dall’energia solare ed eolica per produrre idrogeno per casa ed automobile.

E’ un pò lo stesso ragionamento del calcolo distribuito in informatica: è finita l’era dei super computer, ora i ricercatori preferiscono suddividere il lavoro tra più computer più o meno convenzionali.

Aziende come la britannica ITM Power stanno facendo passi da gigante nella creazione di impianti per l’elettrolisi, ovvero per scindere l’acqua in idrogeno ed ossigeno, e di celle a combustibile, per trasformare l’idrogeno in energia elettrica.

L’elettrolisi dell’acqua è un processo elettrolitico nel quale il passaggio di corrente elettrica causa la decomposizione dell’acqua in ossigeno ed idrogeno gassosi. La cella elettrolitica è in genere composta da due elettrodi di un metallo inerte, ad esempio platino immersi in una soluzione elettrolitica e connessi ad una sorgente di corrente. Come conseguenza del passaggio di corrente, si nota un fenomeno di effervescenza, cioè il formarsi di bolle di gas alla base dei due cilindri, in corrispondenza degli elettrodi: l’acqua si scinde nei due gas costituenti, idrogeno ed ossigeno. L’idrogeno appare dal catodo (l’elettrodo caricato negativamente da cui gli elettroni vengono immessi nell’acqua), mentre dall’anodo (l’elettrodo caricato positivamente, in cui vengono assorbiti gli elettroni provenienti dall’acqua) si sviluppa ossigeno. Essendo leggeri, i gas si accumulano nella parte superiore dei rispettivi cilindri.

Si può infatti utilizzare l’energia proveniente da pannelli solari e generatori eolici per produrre idrogeno che poi nelle celle a combustibile creerà ancor più energia elettrica, e potrà essere impiegato anche per la cucina a gas, le caldaie e la propria automobile.

Il successo della ITM Power sta soprattutto nella creazione di tecnologie efficienti a basso costo. Proprio nel 1995 Donald Highgate, direttore della ricerca alla ITM Power, ha creato una membrana in polimero idrofilo essenziale per le celle a combustibile, che nonostante l’alta efficienza aveva un costo di 5 dollari al metro quadro contro i 500 dollari di quella prodotta dai concorrenti.

Una cella a combustibile è un dispositivo elettrochimico che permette di ottenere elettricità direttamente da idrogeno ed ossigeno senza che avvenga alcun processo di combustione termica.

Facciamoci un idea di come sarebbe la nostra casa autosufficiente:

  1. Energia dal vento
  2. Energia solare
  3. Elettrolizzatore. Estrae l’idrogeno dall’acqua con l’energia solare ed eolica
  4. Serbatoio idrogeno. Permette di accumulare l’idrogeno prodotto.
  5. Riconversione in energia elettrica dell’idrogeno con celle a combustibile
  6. Utilizzo diretto dell’idrogeno per cucinare
  7. Utilizzo diretto dell’idrogeno per il riscaldamento ed acqua sanitaria

Come la ITM tante aziende meriterebbero più attenzione dai governi e dall’opinione pubblica. Su internet se ne possono trovare tante altre, basta solo cercare. Chi fosse invece interessato ai pannelli solari è possibile reperirne a basso costo presso alcuni produttori come la ENF.

Consigliamo inoltre questo fantastico filmato di Beppe Grillo che parla di come un architetto/falegname svizzero è diventato indipendente dal gestore dell’energia:

3 Commenti per questo articolo »

  1. saverio ha scritto,

    il 7 Marzo 2009 @ 9:23 am

    l’energia ad idrogeno,come grillo,ha ben evidenziato,esiste da molti anni;il problema è che si vanno a ledere interessi economici mostruosi,e soprattutto lo stato come farebbe ha riscuotere le imposte se l’energia uno se la produce per se?ecco perchè non solo c’è disinteresse,ma,soprattutto ostruzionismo!

  2. danilo ha scritto,

    il 26 Novembre 2010 @ 7:45 pm

    Per vosta informazione, un certo scenziato scopritore dei raggi cosmici , della corrente alternata dei raggi x , del trasferimento di energia elettrica senza cavi elettrici , delle lampade fosforescenti (neon)motore elettrico ,chiamato Nicolas Tesla, sconosciuto dalla maggior parte delle persone,e che non viene mensionato in nessun libro di scuola. all’ inizio del secolo scorso ,andava in giro con una automobile , curiosissima con un antenna di metri 1,5 questa macchina non produceva alcun rumore e non emetteva alcun residuo poichè la trazione avveniva tramite un motore elettrico,
    non aveva batterie ,alla domanda: dove prende energia?
    lo scienziato rispondeva , dall’ etere .
    Purtroppo il segreto di tale scoperta se ne persa la traccia,la documentazione distrutta da un incendio,
    quello che si sa che all’ interno dell’ autovettura il
    cervello ,era formato da alcuni tubi termoionici e cavita risonanti alla frequenza di 8 hertz.

  3. marco ha scritto,

    il 27 Marzo 2011 @ 12:54 pm

    caro danilo ….. mafia …. la mafia industriale, è migliore o peggiore delle sud-italiane ??? .. mah !

Lascia un commento

Nome: (Richiesto)

E-mail: (Richiesta)

Sito web:

Commento: