E-books: dove sono andati a finire?
Qualche anno fa, alle soglie del nuovo millennio, la stampa internazionale parlava di quanto le nuove tecnologie avrebbero cambiato i nostri modi di vivere. Si parlava anche di e-books, ovvero libri elettronici. Ma dove sono andati a finire?
Gli eBooks o e-Books, sono tutt’altro che dimenticati. Il progetto è molto ambizioso e troppo importante, specie nei paesi in via di sviluppo, per essere messo nel dimenticatoio. La possibilità di poter leggere un libro semplicemente scaricandolo da internet risulta molto interessante. Se poi la consultazione risulta facile e distensiva come quella di un libro tradizionale, allora perchè non li abbiamo già in mano?
Le case editrici sono notevolmente interessate al progetto. In Italia troviamo ad esempio Apogeo e Mondadori eBook impegnate in progetti per la diffusione degli eBooks.
Abbiamo chiesto a Mondadori eBook qualche informazione riguardo il suo progetto.
CG: Quando è nato il progetto e quanto è cresciuto?
MeB: Il nostro sito esiste dal 2001 e conta ad oggi circa 400 titoli a catalogo.
CG: Ci sono progetti per la diffusione?
MeB: Al momento Mondadori non ha in programma variazioni nelle modalità di
distribuzione di eBooks attraverso questo sito.
Per quanto riguarda invece la diffusione del testo elettronico nelle scuole
e nelle università , questa parte è in gran parte di competenza delle case
editrici dell’editoria scolastica come per esempio Edumond nel nostro gruppo http://www.pianetascuola.it/
CG: Mondadori intende impegnarsi direttamente alla diffusione di eBooks nelle scuole?
MeB: Non escludiamo in futuro una possibile collaborazione o un possibile
interesse di Mondadori eBook per il mondo scolastico. Al momento però non ci
sono programmi in questo senso.
Bene, le case editrici ci sono. Rimane un problema: chi di voi sarebbe disposto a leggere un romanzo tenendo gli occhi incollati ad un normale schermo? Davvero pochi.
Per fortuna dal MIT, l’Istituto di Tecnologia del Massaschusetts, ha creato un tipo perfetto di così detta carta elettronica. In pratica si tratta di una sorta di schermo a cristalli liquidi, come quello dei telefonini, flessibile quasi come la carta tradizionale e con una risoluzione maggiore. Con questa carta elettronica potremo leggere una rivista o un libro con un unico foglio, premendo semplicemente un pulsante per girare pagina. Una particolare attenzione è stata utilizzata nel risolvere problemi come i riflessi di luce, che afliggono gli attuali schermi.
Il MIT intende utilizzare attivamente la carta elettronica nel suo progetto OpenCourseWare, grazie al quale chiunque fin da ora può studiare Aereonautica, Architettura, Biologia e molto altro, comodamente seduto in poltrona a casa propria. Si possono considerare dei “corsi a distanza” gratuiti. Unico requisito è conoscere l’inglese, il portoghese, lo spagnolo oppure il cinese.
Anche le università italiane iniziano a muovere i primi passi verso i libri elettronici. Il Politecnico di Torino ha attivato una bliblioteca digitale attraverso la quale è possibile accedere a migliaia di testi forniti da Oxford Reference Online, SPRINGER e molti altri. Un utile strumento per gli studenti in sede ed i numerosi studenti a distanza.
In Italia ci sono alcuni siti in cui è possibile reperire in modo gratuito libri, tra questi vi segnaliamo:

Francesco ha scritto,
il 2 Febbraio 2006 @ 1:45 pm
sembra interessante come tecnologia.. peccato che se ne parli poco se non quasi nulla..
Renato ha scritto,
il 2 Febbraio 2006 @ 3:16 pm
In realt?† se ne sta parlando, la Sony ha in cantiere un e-book reader che utilizza questa tecnologia e intende creare una specie di “iPod” dei libri, con un negozio online legato al reader dove acquistare libri con modalit?† simile a quelle usate pe la musica dal binomio iPod/iTunes
Luca ha scritto,
il 2 Febbraio 2006 @ 10:04 pm
Eccezionale, questo ?® davvero il futuro, ma prossimo! Noi lo vivremo, quetso mondo tecnologico in casa. Facciamo una sana lobbies per spingere in questa direzione, chiss?† che questi idioti di parlamentari non si diano una scrollata e non pensino (troppa grazia) a qualche legge per agevolare la diffusione di questi strumenti
Alice ha scritto,
il 8 Febbraio 2006 @ 2:07 am
Non male anche il sito http://www.museosatira.it/ebook.html
Alice